Unità architettonica

Ogni albero possiede una propria architettura legata alla specie e alle condizioni ambientali.

Nell'arco della vita ogni albero si sviluppa attraverso cicli vegetativi successivi secondo modelli precisi che regolano tutti gli stadi di crescita a tutte le scale, dal germoglio alla struttura del tronco e dei rami fino alla sua forma globale; questi modelli costanti specifici di ciascuna specie sono definiti nell'unità architettonica e rappresentano la descrizione precisa dei caratteri degli assi che costituiscono l'architettura completa. Ogni albero tende alla realizzazione del proprio modello specifico, che subirà tuttavia delle alterazioni dovute a fattori endogeni o esterni e alla variazione delle condizioni ambientali.


Le regole di ciascuna unità architettonica definiscono:

A) la crescita degli apici
B) il portamento degli assi
C) la ramificazione, cioè la distribuzione delle branche
D) la riproduzione
E) la fillotassi, l'orientamento delle foglie nello spazio.



A) Crescita degli apici

Le regole di crescita degli apici e dei loro assi applicabili all'asse principale come, gerarchicamente, agli assi secondari, può essere:

monopodiale: la gemma apicale non muore durante i diversi cicli, è molto dominante e sviluppa un unico asse centrale, un fusto unico da cui si origina un secondo ordine subordinato di rami dai quali si sviluppa un terzo ordine e così via;
simpodiale: la gemma apicale muore ad ogni ciclo e viene sostituita da una o più gemme laterali, avremo quindi una dominanza delle branche che diventano più alte dell'asse che le origina.

In questo ultimo caso, si potranno verificare queste condizioni:

monocasio: al ciclo successivo una sola gemma diviene dominante e prende il posto della gemma principale, avremo quindi un ramo dominante che prolunga il fusto, cioè un fusto composto da unità sovrapposte (pseudomonopodio).
dicasio: al ciclo successivo si sviluppano due gemme laterali e l’asse si biforcherà.


Come risultato della ramificazione, degli assi subordinati si originano da un asse principale. Questa successione è denominata ordine di ramificazione (BO secondo la denominazione anglosassone Branching Order). Il primo asse (1° ordine, BO1) origina una ramificazione laterale (2° ordine, BO2) e così via, qui illustrato schematicamente in un sistema monopodiale(A). In un sistema simpodiale invece, l'ordine di ramificazione può aumentare molto rapidamente (C). Quando successive unità simpodiali si trovano più o meno in una disposizione rettilinea (B), tale successione costituisce un' unico ordine apparente di ramificazione' (AO) simile a quello di un sistema monopodiale (pseudomonopodio).



B) Portamento

Per quanto riguarda il portamento, un asse può svilupparsi con orientamento vertivale, con portamento eretto (ortotropo) o con orientamento orizzontale, prostrato (plangiotropo) con varie angolazioni e anche in modo misto, in modo dipendente da fattori come la dominanza apicale (più l'asse sarà dominante maggiormente risulterà eretto, viceversa se dominato sarà prostrato) e la fillotassi.




C) Ramificazione

Per quanto riguarda la distribuzione lungo l'asse delle branche in funzione del tempo, questa può essere continua se i rami si sviluppano in modo uniformemente distribuito e con continuità lungo l’asse progenitore, invece ritmica se si sviluppano in flussi (generalmente una volta all’anno, o in più flussi per anno), a partire dalle sole gemme laterali vicine all’apice, formando così dei palchi paralleli ben distinti.


Inoltre, si parla di ipotonia, quando un ramo (ipotono) si sviluppa nella parte inferiore del ramo progenitore, di epitonia quando il ramo (epitono) si sviluppa nella parte superiore, di anfitonia quando la ramificazione si sviluppa lateralmente su un piano orizzontale.



D) Riproduzione

Gli apparati riproduttivi possono essere laterali quando si formano a partire da gemme laterali o terminali quando si differenziano da una gemma apicale.



E) Fillotassi

La fillotassi, infine, definisce la disposizione delle foglie nello spazio in relazione tra di esse e in rapporto all'asse da cui sono generate per garantire a tutte la massima esposizione al sole, alla pioggia e all'aria.



L’unità architettonica di ogni specie, il modello verso cui tende durante il suo sviluppo, è definito attraverso la combinazione delle caratteristiche riferite a ciascun ordine branchiale (il cui numero varia generalmente da 4 a 5, arrivando raramente a 6 in alcune specie tropicali), come in questo esempio:




Reiterazione

Alcuni alberi rimangono conformi alla propria unità architettonica durante tutto il ciclo della loro vita, altri, più frequentemente, durante il loro sviluppo tendono a reiterare la propria struttura, tendono cioè a duplicare la propria architettura. Tale reiterazione può avere cause diverse e attuarsi in modo differente. Un albero può duplicare completamente o solo parzialmente la propria struttura. I processi di reiterazione hanno avvio per perdita di dominanza apicale, quale può originarsi da traumi (fratture accidentali, potature, patologie), da senescenza o costituire il normale processo tipico di molte specie nel passaggio dalla fase giovanile alla fase di espansione della maturità.
In quest'ultimo caso gli assi secondari dell'albero si affrancano dalla dominanza apicale del tronco, sollevandosi e riproducendo in scala ridotta l'architettura globale dell'albero.



Così in caso di fratture, un albero spesso reitera la propria architettura ma in scala minore: dal punto di frattura (X) l'albero reitera nuove strutture (2) simili all'architettura originaria (1).




Questa caratteristica di svilupparsi attraverso la reiterazione in scale differenti di elementi autosimili, fa dell'albero un modello perfetto di frattale ramificato, analogamente ad altre strutture che troviamo in natura, come le strutture vascolari o i bacini idrici: ordine nel caos.





Fonti non citate nel testo: Annals of Botany: Plant Architecture: A Dynamic, Multilevel and Comprehensive Approach to Plant Form, Structure and Ontogeny, Andrea Borghi, Crescita e forma degli alberi